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Tempio Ionico

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Tempio D

Tempio Ionico [480-470 a.C.]

Il tempio costituisce una delle testimonianze più importanti per la conoscenza degli apporti del mondo greco orientale all’architettura dell’occidente greco nel tardo arcaismo e nella prima età classica. La pianta molto allungata e stretta con 8 x 20 colonne, la trabeazione composta da architrave (epistilio), fregio decorato e cornicione a dentelli rappresentano le caratteristiche principali dell’edificio. Le novità del progetto provano in modo concreto la grande capacità dei coloni di appropriarsi delle forme sviluppate nelle isole Cicladi ed in Asia Minore e di adattarle alla propria tradizione culturale e tecnica. Il tempio, nonostante sia stato costruito nella prima metà del V secolo a.C., ha un orientamento diverso rispetto agli altri due maggiori edifici di culto e agli assi della viabilità urbana. Si presume che la sua realizzazione riprenda volutamente l’impianto di una precedente struttura sacra, orientata come l’Heraion AI e l’Athenaion C, e dedicata ad Artemis. Il recente restauro propone il tracciato delle fondazioni, completamente depredate, ed offre un esempio della disposizione delle colonne e del fregio sulla fronte orientale. Gli elementi architettonici sono calchi in gesso degli originali conservati nell’area attrezzata posta ai margini del parco. La buona qualità della pietra utilizzata per la costruzione spiega il pesante saccheggio sofferto dal monumento già in antico ed il suo attuale pessimo stato di conservazione.



Temple D

Ionic Temple [480-470 BC]

This temple constitutes one of the most important pieces of evidence for our knowledge of Ionic contributions to Western Greek architecture in the Late Archaic and Early Classical periods. It is characterized by a highly elongated and narrow plan (8 x 20 columns) and an entabulature composed of architrave (epistyle), decorated frieze, and cornice of dentils. The building’s originality demonstrates in a concrete form the colonists’ considerable skill in appropriating forms developed in the Cycladic islands and in Asia Minor and adapting them to their own cultural and technical tradition. Despite its construction in the first half of the 5th century BC, the temple had a different orientation from that of the other two great cult buildings and the city’s street grid. It is assumed that it intentionally followed the alignment of a preceding sacred structure, dedicated to Artemis and oriented in accordance with the Temple of Hera (AI) and Temple C. The recent restoration recreates the lines of the foundations (lost to plundering) and presents a sample arrangement of the columns and the frieze on the eastern facade. The architectural elements are plaster copies of the originals, which are kept in the specially-equipped area at the edge of the park. The high quality of the stone employed in the construction was responsible for the monument’s heavy plundering, beginning already in antiquity, and its current poor state of preservation.